CCR ufficiale - Giornata della memoria 2012 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 13 Febbraio 2012 10:53

Nella seduta del 24 gennaio 2012 il CCR ha celebrato

la Giornata della Memoria, in ricordo di tutte le vittime

dei campi di concentramento e sterminio


Per poter fare memoria di quegli eventi terribili occorre imparare a ricordare

con la MENTE e con il CUORE.

Si può conoscere, capire, sapere ma comprendere fino in fondo non è possibile...

non c'è perchè di fronte mistero di una violenza e di un dolore così disumani.

Eppure è successo e il nostro compito, oggi, come sentinelle della memoria,

è fare in modo che tale passato non diventi un nuovo presente.

Non dimenticare...perchè non accada più.


Nella Seduta del 24 gennaio i consiglieri hanno avuto modo di approfondire e riflettere,

grazie al Prof. Puglisi e alla maestra Manzi, sugli eventi legati alla deportazione e lo

sterminio di massa ad opera dei nazisti nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Si sono ripercorse le tappe salienti dell'ascesa del regime nazista e gli eventi chiave

che permisero a Hitler di trasformare i suoi terribili progetti in realtà.

Si è parlato di negazione della libertà, di razzismo, di terrore per cercare di capire

meglio il pensiero dietro allo sterminio di milioni di ebrei, rom, prigionieri politici,

omosessuali, disabili deportati nei campi di concentramento.

La parte più importante della Seduta è stata dedicata all'incontro con Lucia Merlo,

moglie di Sergio Lucco Castello, un partigiano piemontese che venne deportato

a Mauthausen ella primavera del 1944.

L'incontro con Lucia è stato davvero uno di quei momenti importanti,

che lasciano il segno...

Lucia ha voluto condividere con tutti i presenti i racconti riportati dal marito sulla

vita nel campo: il dolore, la fame, il freddo, la violenza. Uno spazio importante,

nella sua narrazione, è stato dedicato anche alla descrizione di tutte quelle piccole

attenzioni che permisero al marito di sopravvivere al lavoro forzato e alle durissime

condizioni di vita. La solidarietà dei compagni di baracca, i mille modi per mangiare

di più della razione fornita dalle guardie, la sopportazione, la speranza.

E ancora, il ritorno a casa, le difficili condizioni di salute, il peso della memoria.

La Seduta si è conclusa con un gesto simbolico: il CCR ha appeso la sua foglia

all'albero della Casa Museo di Anne Frank, esprimendo con questo un impegno

per il futuro ad essere testimoni dei racconti ascoltati, perchè non si dimentichi

mai!

Clicca qui per accedere al sito e vedere la foglia del CCR

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Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2012 09:27
 
visita al museo della resistenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 14 Febbraio 2012 15:27

"QUI NON CI SONO BAMBINI. INFANZIA E DEPORTAZIONE NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO"

Visita alla mostra dei disegni di Thomas Geve, Museo della Resistenza di Torino


La deportazione e l'orrore visti attraverso gli occhi di un ragazzo.

Tra le tante testimonianze dei campi di concentramento, giunte ai giorni nostri, certamente quella di Thomas Geve ha un significato particolare perchè ci riporta al profondo mistero che circonda l'orrore della Shoa.

Come è possibile spiegare a parole ciò che gli occhi di un ragazzo innocente hanno dovuto vedere? Come dare voce al vuoto, al silenzio, la solitudine?

Per questo, forse, Thomas scelse il disegno per raccontare l'esperienza vissuta nei campi e questo è ciò che rende speciale la sua testimonianza.

I disegni furono realizzati subito dopo la liberazione dell'ultimo campo dove fu deportato, nel 1945, ed erano indirizzati al padre, scappato in Inghilterra quando ancora era stato possibile e mai più ritornato. Per lui Thomas descrisse, con dovizia di particolari, ogni aspetto della vita nei lager: la quotidianità, le difficoltà, gli stratagemmi per sopravvivere, l'organizzazione della macchina dello sterminio. A lui volle raccontare, a modo suo, ciò che aveva visto, sentito, vissuto.

Nei suoi disegni, che spesso sembrano fotografie, il lager appare per tutta la sua bruttezza e desolazione. Ma c'è un elemento che colpisce chi osserva i suoi disegni...l'uso che fa del colore!

Sembra impossibile trovare il rosso, il giallo, il verde in un lager...sembra impossibile pensare di scegliere questi colori per dipingere quel mondo che a tutti appare nella mente come cupo.

Eppure Thomas li usò, insieme a tanti altri e, forse, è proprio in quei colori - segno di speranza - la chiave della sua sopravvivenza. Seppe aggrapparsi con forza alla vita, seppe tenersela stretta, nonostante intorno a lui ci fosse solo morte.

Ecco i pensieri dei consiglieri che hanno preso parte alla visita alla mostra...

"La visita mi ha insegnato molto: sul come erano fatti i lager, come erano organizzati e quante speranze bisognava mantenere per sopravvivere"

Edoardo Selvaggi

"Questa visita mi è piaciuta molto e mi ha insegnato a non dimenticare cose così orrende.

Ho conosciuto come vivevano, come e cosa mangiavano, la giornata che facevano. Ci tornerò molto volentieri!"

Clelia Lembo

"A me ha colpito quando li impiccavano davanti a tutti perchè scappavano dal campo di concentramento!

Alessio Fiore

" Sono rimasta impressionata e colpita nel vedere come Thomas sia riuscito a riprodurre minuziosamente le sue giornate nel lager.

Certo che sono proprio fortunata a vivere in quest'epoca dove non mi manca nulla. Ne sono felice.

Grazie per l'opportunità che mi avete dato"

Ilaria Acconcia

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2012 16:04
 
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